Riflessioni sulla censura delle udienze

Una riflessione sorge spontanea.

Se davvero Massimo Bossetti fosse un mostro e se davvero il DNA di Ignoto 1 fosse il suo, due cose sarebbero certamente accadute:

  1.  Sarebbero state accolte le telecamere in aula per assecondare l’alto interesse pubblico del caso e soprattutto per celebrare l’arresto del secolo.
  2. Sarebbe stato ammesso il riesame del DNA non solo per garantire all’imputato il diritto di difesa (art. 111 della nostra Costituzione) ma anche per dimostrare al mondo quanto efficienti siano stati i nostri RIS e quanto efficaci le indagini italiane.

Invece sono stati fati l’indagine e l’arresto della storia per venire successivamente nascosti. Perché? Sarebbe come organizzare la festa di compleanno della vita e non invitare nessuno.

Perché creare un processo mediatico per poi spegnere le telecamere e impedire di fatto ai cittadini di seguirne gli sviluppi? Sarebbe come pubblicizzare un negozio in tutto il mondo per poi tenerlo aperto solo a parenti e amici.

Ciò non ha senso e va a braccetto con tutte le prove che sono crollate una ad una e alle oltre 200 incongruenze di questo mezzo DNA incredibilmente superficiale che mai è stato mostrato, nemmeno alla difesa.

Solitamente, la prima regola di chi racconta una versione dei fatti non propriamente reale è nascondere quanto più possibile la verità. Infatti il sig. Massimo Bossetti è sempre stato nascosto. Nessuno lo ha mai visto. Nessuno lo ha mai sentito parlare!

Perché?

Questo processo è da Medioevo, da Inquisizione, da Gestapo! E chi non lo capisce o non sa nulla del caso o è in malafede.

Dal nostro punto di vista indipendente, non esistono alternative.

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