L’improbabile rapimento

Nonostante non ci sia né traccia, né prova di tale tesi, l’accusa mossa nei confronti del sig. Bossetti è quella di aver approcciato la piccola Yara in prossimità della palestra la sera di quel maledetto venerdì 26 novembre 2010 (verosimilmente in via Morlotti) e di averla convinta a salire a bordo del suo furgone.

Nonostante i due non si conoscessero, nonostante Yara fosse una ragazza notoriamente molto seria e riservata, per nulla incline a dare confidenza agli sconosciuti e nonostante in quel periodo la ragazzina guardasse gli estranei con diffidenza perché confidò al suo fratellino di temere di essere seguita (da una persona il cui identikit è ben diverso da quello del muratore).

A questo punto Bossetti avrebbe inspiegabilmente deciso di guidare per almeno 10 km e per non meno di 18 minuti verso il campo di Chignolo d’Isola, situato in piena zona industriale in via Bedeschi, una via illuminata e frequentata da persone che passeggiano col cane, che fanno jogging o che a quest’ora escono dalle numerosi aziende e dai tanti uffici limitrofi.

Tre sono i tragitti più veloci che Bossetti avrebbe potuto seguire con una lunghezza che varia dai 9,8 km ai 13 km e che lo avrebbe costretto a guidare per molti minuti nel traffico, all’ora serale di punta, in una zona in cui moltissimi conoscenti avrebbero potuto riconoscerlo e andando incontro all’enorme rischio di essere filmato dalle tante telecamere sul percorso o che la piccola Sara potesse attirare l’attenzione urlando o approfittare dei tanti rallentamenti del traffico (semafori compresi) per scendere dall’abitacolo e scappare.

Sapendo che du un Iveco Daily a 3 posti il passeggero si trova considerevolmente lontano dal guidatore, come avrebbe fatto un uomo minuto come Massimo Bossetti a guidare, cambiare le marce e al contempo forzare a bordo una ragazza atleticamente preparata come Yara?

Ma soprattutto, perché avrebbe dovuto decidere di guidare per minimo 10 km e non meno di 18 minuti nel traffico intenso e andare così incontro a tutti questi rischi?

Perché decidere di recarsi nella frequentata via Bedeschi con la certezza d’incontrare altre persone? Se il movente è davvero sessuale, perché non decidere invece di appartarsi con il proprio furgone?

Può davvero questa tesi basata solo sulla supposizione essere realmente accaduta, nonostante le relazioni della Vodafone collochino sia il sig. Bossetti che la povera Yara quella sera entrambi ben lontani dal campo di Chignolo d’Isola?

Nel video che segue si è provato a ricostruire il tragitto che Bossetti avrebbe dovuto fare e quali potessero essere state le circostanze ambientali nelle quali si sarebbe potuto trovare a quell’ora.

Dalla ricostruzione, appare quanto mai improbabile che tale rapimento possa realmente essere avvenuto.

I possibili tragitti per raggiungere il campo di Chignolo d’Isola

Tragitto più breve: 9,8 km.

Tempo di percorrenza: minimo 17 minuti.

Tragitto intermedio: 12 km.

Tempo di percorrenza: minimo 18 minuti.

Tragitto più lungo: 13 km.

Tempo di percorrenza: minimo 19 minuti.

Ricostruzione dell’improbabile tragitto via Morlotti – via Bedeschi

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